Voci della Grande Guerra

Taccuino di Caporetto : Diario di guerra e di prigionia (ottobre 1917-aprile 1918) Frase: #507

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AutoreGadda, Carlo Emilio
Professione AutoreScrittore
EditoreGarzanti
LuogoMilano
Data1991
Genere TestualeDiario
BibliotecaBiblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena
N Pagine Tot149
N Pagine Pref
N Pagine Txt149
Parti Gold13-131
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza2/3
Copyright

Contenuto

1 cassa aggiustata alla meglio, con viveri e libri, pesantissima.

1 sacchetto con un po’di pane e viveri per il viaggio, 1 sacchetto d’orzo, regalatomi dal magazziniere, Kraut, un buon diavolo, di tendenze umanitarie, pur essendo sempre tedesco. —

Dopo la perquisizione mangiai poche cucchiaiate di sbobba che a pena mi erano state avanzate dalla furia famelica dei colleghi, e, come gli altri, m’ebbi la razione di pane e 200 grammi di salamino.

La mezza scatola di sardine che mi competeva lasciai a Garbellotto:

egli poi la regalò a certi suoi amici, sicché sono rimasto senza:

ma non importa.

Ci avviamo alla stazione, scortati dalle solite sentinelle con la baionetta in canna, lasciando forse per sempre la fortezza di Federico, verso le ore 16,30 del giorno 27 marzo 1918.