Voci della Grande Guerra

Soldati e prigionieri italiani nella grande guerra Frase: #29

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Autore
Professione Autore
EditoreBollati Boringhieri
LuogoTorino
Data2000
Genere TestualeLettere
BibliotecaBiblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena
N Pagine Tot528
N Pagine Pref
N Pagine Txt528
Parti Gold401-520
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza3/3
Copyright

Contenuto

2.

1918

Vi scrivo questa mia lettera per ripetervi che la vita che si fa da prigioniero ora, e che ci danno da mangiare, e quanti ne muoiono al giorno per la fame, ne muoiono 40 - 50 al giorno, che ci danno da mangiare ogni mattina 3 reghe con vermi, e brodo di farina amara, senza condimento, e alla sera 3 fette di barbabietola 1 pagnotta di 1 chilo ogni 10; si dorme come le belve con un po di paglia vecchia senza coperte, almeno noi vecchi teniamo il pagliericcio, e una coperta; poi i capi Baracca vanno a rapporto per reclamare che ci dassero qualche cosa da mangiare, e il Comando risponde, non abbiamo niente da darvi, non è che non vogliamo, ma non ne abbiamo proprio questa è la risposta del comando austriaco Da K. u. K.

Station (Austria) A Cremona 22.

2. 1918 Oggi stesso ho mangiato una gavetta di carne di cane che mi è parsa buonissima.

La debolezza si è impossessata di me a tal punto che quando cammino mi sembra di essere un ubriaco, un sonnambulo e per di più la vista mi è venuta meno, che non ci vedo quasi più Da Mauthausen (Austria) A Roma 24.

2. 1918 qui mia cara moglie ci fanno morire di freddo e di fame, come anche per i pidocchi.