Voci della Grande Guerra

Soldati e prigionieri italiani nella grande guerra Frase: #5

Torna alla pagina di ricerca

Autore
Professione Autore
EditoreBollati Boringhieri
LuogoTorino
Data2000
Genere TestualeLettere
BibliotecaBiblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena
N Pagine Tot528
N Pagine Pref
N Pagine Txt528
Parti Gold401-520
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza3/3
Copyright

Contenuto

Dal fronte 1916

Abiamo letto e riletto bene il suo libretto che parllava della guerra auropea e che disgraziatamente la chiamate Guerra Santa, ma e il motivo che non sapete che cosa e guerra, e noi soldati del fronde avessimo piacere di venire a presenza a noi e compattere come noi, e poi vedesse che santa o pure Diagolo questa guerra, che qui noi morimo di stubiti di non di eroi, e la nostra non sia vero, ma resteremo qualche anguno per convinazione vivi, e con il desiderio di volere prendere il trieste, ora siate convindo gregio Signore che avete perduto il vostro caro figlio e per lei era il sole della sua casa, ma senza Vittoria, e cosi moriremo noi di veri stubiti senza vittoria, anzi pieni di pidocchi e vissuti nello scoppio della Guerra —

noi siamo venuti per difenderla la Patria ma ora che a 13 mesi che compattimo senza che avessimo aquistato nulla anzi quandi Poveri fratelli morti che ci abiamo e quando Poveri Padre e Madre che piangeno con lagrime di sangue come anche piange le il suo caro figlio.

consideriamo o Patriotti che questa mala vita non si puo soportare piu, e anche ve lo diciamo nel vero senzo della fede, che ogni giorno Preghiamo a Dio e i Santi e anche a chi cia messo la culpa di succedere questa Maledetta guerra che lei la chiama Santa:

ora a da 24 Magio 1915 che siamo a prima linea e mai uncambio nilo danno per quando pigliassimo sospiro che sia nel vero senzo stanchi se mi credete a parimo morti senza dei palli e anche lo sporrete a dirgli a daltri Patriotti, e se lei vuoandare lo stesso di suo caro figlio meglio si avelena alla presenza della sua famiglia —

noi la salutiamo caramente con la famiglia ringrazio al suo biglietto non ce ne facciamo che non ce bisogno, basta noi siamo i soldati —

di nuovo ci salutiamo che di un momendo allaltro possiamo essere allaltro mondo con il desiderio di trieste che non si piglia mai e ni siamo sicuri che la fronte nemica e troppo fortificata da tanto tempo a dietro.