Voci della Grande Guerra

Soldati e prigionieri italiani nella grande guerra Frase: #6

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Autore
Professione Autore
EditoreBollati Boringhieri
LuogoTorino
Data2000
Genere TestualeLettere
BibliotecaBiblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena
N Pagine Tot528
N Pagine Pref
N Pagine Txt528
Parti Gold401-520
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza3/3
Copyright

Contenuto

Caro Luigi.

Ti scrivo questa mia lettera per farti sapere mie notizie la mia salute e sempre buona anche qua sepelito sotto terra in trincea, come spero anche di te a casa che quanto pare a me starai forse bene e come pure spero anche di tutta la tua Famiglia e dei nostri compagni tutti.

Per me qua sono dolori come già ti dissi a casa, ma qua in questi posti mi fanno abbituarsi subito per forsa, sai come fanno i Austriaci quando vedano uno di noi in giro tirano canonate che bisogna scappare per forsa in qualche buca.

Sai cosa anno fatto i Tedeschi qui a Oslavia invece di andare i Italiani a Gorizia a momenti venivano loro a Udine, questo e il coraggio che abbiamo noi Italiani, i Tedeschi anno avanzato loro quasi due chilometri, la posizione che abbiamo preso noi il mese di Novembre la quota 188 ora e ancora nelle sue mani, questo e il guadagno che ci da la Fanteria a l’Italia.

Caro amico se non mi cambiano fronte cioe mandarmi un po sul Trentino avanti non andiamo piu, e se mi mandano per forsa ti assicuro che da solo vado a prendere Vienna, vedi il coraggio e l’amor Patrio che o verso l’Italia.

e quasi siamo tutti della medesima idea.

Se vedessi ora come e venuto scalcinato l’Esercito Italiano, quando ero prima al monte Sabotino mi davano da mangiare una volta ogni tre giorni ora invece me ne danno una volta al giorno col Prestito Nazionale ca fatto l’Italia, e poco anche quello, siamo partiti da Basagliapenta che eravamo grassi ora siamo venuti come tanti scheletri colla barba lunga.