Voci della Grande Guerra

Tutta la guerra: antologia del popolo italiano sul fronte e nel paese Frase: #22

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AutorePrezzolini, Giuseppe
Professione AutoreScrittore, giornalista
EditoreR. Bemporad
LuogoFirenze
Data1918
Genere TestualeMemorie
BibliotecaBiblioteca Comunale di Trento
N Pagine TotXV, 398
N Pagine Pref15
N Pagine Txt398
Parti Gold2-405
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza2/3
Copyright

Contenuto

E quanti elementi simpatici ed amici trovavamo noi in quella parte dell’Europa orientale, dalla Grecia all’Ungheria:

Tutte popolazioni bellicose, nemiche dell’Austria e della Turchia, e che di poca spinta abbisognavano per sollevarsi contro i loro dominatori.

Noi avremmo occupato certamente il nemico in modo tale, da obbligarlo ad inviare un potente esercito contro di noi, diminuendo le sue armate dell’occidente e del settentrione, senza di che ci saremmo internati nel cuore dell’Austria, a gettare il tizzone del risorgimento alle dieci nazionalità, che compongono quel corpo eterogeneo e mostruoso».

Era il programma dello smembramento dell’Austria, identico a quello ideato da Moltke che, per una felice coincidenza della storia, trovava consenzienti Garibaldi che anelava ferire l’Austria al cuore;

Bismark deciso «col sangue e col fuoco» di recidere l’arteria che legava casa d’Asburgo alla:

Germania;

Vittorio Emanuele che approvava quel piano nelle sue linee generali, come già due anni prima, gli era piaciuto discutendolo con Mazzini;