Voci della Grande Guerra

Tutta la guerra: antologia del popolo italiano sul fronte e nel paese Frase: #53

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AutorePrezzolini, Giuseppe
Professione AutoreScrittore, giornalista
EditoreR. Bemporad
LuogoFirenze
Data1918
Genere TestualeMemorie
BibliotecaBiblioteca Comunale di Trento
N Pagine TotXV, 398
N Pagine Pref15
N Pagine Txt398
Parti Gold2-405
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza2/3
Copyright

Contenuto

La storia imparziale dirà che l’Austria, avendo trovata l’Italia ostile nel luglio 1913 e nell’ottobre dello stesso anno ai suoi propositi di aggressione alla Serbia, tentò l’estate scorsa, d’accordo con la Germania, la via della sorpresa e del fatto compiuto.

L’esecrando delitto di Serajevo fu sfruttato come un pretesto un mese dopo che era stato compiuto.

Lo prova il rifiuto austriaco di accettare le profferte remissive della Serbia.

Nè al momento della conflagrazione generale, si sarebbe contentata l’Austria dell’accettazione integrale dell’ultimatum.

Il 31 luglio del 1914 il conte Berchtold dichiarava al nostro ambasciatore che, «ove la mediazione avesse potuto essere esercitata, non avrebbe dovuto fare interrompere le ostilità già iniziate con la Serbia».

Era la mediazione intorno a cui si affaticavano l’Inghilterra e l’Italia.

«In ogni caso il conte Berchtold non era disposto ad accettare la mediazione intesa ad attenuare le condizioni indicate nella Nota austro-ungarica, le quali non avrebbero potuto naturalmente che essere aumentate alla fine della guerra.