Voci della Grande Guerra

Discorsi per la guerra Frase: #247

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AutoreOrlando, Vittorio Emanuele
Professione AutorePolitico, giurista
EditoreBiblioteca della rivista "L'Eloquenza"
LuogoRoma
Data1919
Genere TestualeDiscorsi
BibliotecaBiblioteca di Area Giuridico Politologica "Circolo Giuridico" Siena
N Pagine TotXVI, 287
N Pagine Pref16
N Pagine Txt287
Parti Gold1-17
Digitalizzato OrigNo
Rilevanza2/3
Copyright

Contenuto

Non le si rende un servizio quando si vuol far credere che un principio di libertà non sia conciliabile con quella forza che deve competere allo Stato per la difesa del proprio territorio, e non solo, onorevole Bentini, ma anche per il compimento dei propri destini.

(Vive approvazioni).

Se diversamente dovessimo pensare o credere, ne verrebbe questa amara conseguenza: che un popolo più libero, appunto perchè più libero, debba essere necessariamente un popolo meno forte, cioè a dire, un popolo meno idoneo a sostenere la formidabile lotta per l’esistenza nel campo internazionale, (Approvazioni) vittima certa e designata alle aggressioni di altre organizzazioni statali, le quali non preoccupandosi di questi, che, per esse, non sono che preconcetti, pregiudizi, vacue sentimentalità, hanno il culto della forza.

lo, ripeto, non credo che quelle due grandi, anzi supreme idealità siano inconciliabili.

Tutte le grandi democrazie sono state fortissime, ma fortissime a condizione di una grande concentrazione dei poteri nel Governo, in caso di pericolo pubblico, dalla Repubblica romana democratica sino alla rivoluzione francese che trionfò dell’Europa coalizzata coi suoi Sanculotti.

Io non credo all’inconciliabilità di questi due termini; ma se per un momento dovessi supporla e fossi costretto a scegliere fra la libertà e la sicurezza del mio paese, in quel giorno io, con angoscia ma senza esitazione, sacrificherei la libertà:

(Vivissime approvazioni — Vivissimi prolungati applausi — Moltissimi deputati vanno a stringere la mano al Ministro).