Voci della Grande Guerra

Le scarpe al sole: cronaca di gaie e tristi avventure d’alpini, di muli e di vino Frase: #414

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AutoreMonelli, Paolo
Professione AutoreScrittore, giornalista
EditoreL. Cappelli
LuogoBologna
Data1921
Genere TestualeMemorie
BibliotecaThe University of Connecticut Libraries (Internet Archive)
N Pagine Tot227
N Pagine Pref
N Pagine Txt227
Parti Gold[122-131] [1-121] [132-229]
Digitalizzato Orig
Rilevanza3/3
Copyright

Contenuto

che a qualunque ora del giorno e della notte, qualunque ufficiale può presentarsi a qualsiasi delle tre mense e pretendere dal cuoco la piccola all’ovo.

Vino a parte.

La regola piace molto a Casagrande e al cappellano e allo zappatore e a tutti dello stato maggiore, perché a quella mensa il maggiore ha imposto che più d’un quartino — misurato, ha mandato a comperare le bottigliette a Bassano — piu d’un quartino a testa non si beve.

Le chiavi del vino le tiene il vecchio Gallina, più inflessibile d’un paletto a coda di porco.

E allora dopo pranzo, lemme lemme, i subalterni se la battono, lascian solo il maggiore, piombano alle nostre mense a prendere il supplemento.

Senonché un giorno che s’era a riposo il maggiore parte per Enego, motivi di servizio, cede il comando del battaglione a Busa.

Ed allora, à priti, cantina gelosa dello Stato Maggiore: