Voci della Grande Guerra

Le scarpe al sole: cronaca di gaie e tristi avventure d’alpini, di muli e di vino Frase: #214

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AutoreMonelli, Paolo
Professione AutoreScrittore, giornalista
EditoreL. Cappelli
LuogoBologna
Data1921
Genere TestualeMemorie
BibliotecaThe University of Connecticut Libraries (Internet Archive)
N Pagine Tot227
N Pagine Pref
N Pagine Txt227
Parti Gold[122-131] [1-121] [132-229]
Digitalizzato Orig
Rilevanza3/3
Copyright

Contenuto

Oh che cosa porterà di nuovo nella busta gialla il carabiniere che viene nel cuore della battaglia dal comando della Divisione, dopo aver superato il diffcile passo del vallone:

Forse il cambio (quale scalcinato battaglione raffazzonato può darcelo, che sono tutti passati una o due volte nella tramoggia:) — forse un ordine d’operazione:

Più grandi cose: una circolare che lamenta l’eccessivo consumo dei pennini d’acciaio, e un altro foglio della medesima urgenza.

Povero diavolo, rimane male quando il Maggiore glielo dice.

Ma lo consoliamo con un bicchiere di vino, perché Tissi quando ci si mette le cose le fa per bene, e per essere sicuro che vino e viveri arrivano viene qualche volta anche lui con la corvè a costo di restar castagnato sul sentiero.

Se si chiudono gli occhi un momento, stando così incastrati fra due sassi, il sonno ci prende con un cazzotto sulla nuca, immediatamente.

E quando un calcio ci sveglia, si risale faticosamente a galla da un oceano cupo dove tutta la nostra personalità si fosse disciolta e annullata.