Voci della Grande Guerra

Le scarpe al sole: cronaca di gaie e tristi avventure d’alpini, di muli e di vino Frase: #1181

Torna alla pagina di ricerca

AutoreMonelli, Paolo
Professione AutoreScrittore, giornalista
EditoreL. Cappelli
LuogoBologna
Data1921
Genere TestualeMemorie
BibliotecaThe University of Connecticut Libraries (Internet Archive)
N Pagine Tot227
N Pagine Pref
N Pagine Txt227
Parti Gold[122-131] [1-121] [132-229]
Digitalizzato Orig
Rilevanza3/3
Copyright

Contenuto

Cantava dalla gioia di avere anche lui il suo lago.

Ora fioriscono le genziane sulle rive sassose, una zatteretta riga le pigre acque brune.

Ma il lago più bello non l’ha nessuno, perchè adesso è in seconda linea:

ed ha un nome così romantico che a ripeterlo adagio con il suo ritmo novenario si fantastica di cose impossibili e si pensa alla bambina: il lago di Costa Brunella.

Il lago di Costa Brunella orrore di pareti nere oscure acque leggere nella solitudine enorme del taciturno senato dei macigni canuti.

Solo nel ricordo son l’orme dei nemici sopravenuti per macchinare l’agguato lungo le rive impassibili del lago di Costa Brunella.

Il meriggio stagna nel cielo, l’accidia del cielo riflettono lisce l’acque, il silenzio polisce di purità la montagna dove s’accolse l’insidia, il lago che chiude il segreto dei morti, che vigila il sonno dei morti, e per essi fiorisce le rive di genzianella, il lago di Costa Brunella.