Voci della Grande Guerra

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1950, Croce, pp. 207-226
Croce, Benedetto
1950
L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
140Enimma di facile soluzione:
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Croce, Benedetto
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
141la campagna del 1798 - 99 era nata da un calcolo di gabinetti, con un grosso esercito di reclute inesperte e comandate da un teorico ufficiale austriaco (lo stesso che si lasciò poi accerchiare da Napoleone in Ulm), ed era destinata a fallire;
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Croce, Benedetto
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
142laddove le bande sorsero sotto l’impulso dell’odio allo straniero e in difesa della Religione e del Re:
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
143due grandi idee nel cattolico e monarchico mezzogiorno d’Italia.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
144Questi aneddoti e le relative considerazioni potrei agevolmente moltiplicare;
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Croce, Benedetto
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
145ma io ne lascio la cura a chi comporrà la monografia, di cui sopra ho indicato il tema.
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Croce, Benedetto
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
146Or bene: che cosa sta facendo l’esercito italiano, che combatte sotto la guida energica e sapiente del Cadorna:
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
147Nientemeno che questo:
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
148sta redimendo in modo definitivo il popolo italiano da una taccia quindici volte secolare.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
149Sta provando cioè col fatto, che il popolo italiano ha raggiunto ormai la compattezza nazionale e politica, la cui espressione è la forza dell’esercito.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
150E basta, io credo, enunciare questo significato della presente guerra perché sia chiaro a ogni uomo ragionevole, a ogni animo sano, il sommo valore dell’opera che sta compiendo, rispetto alla quale nessun sacrificio si dirà mai troppo grande, nessuna persistenza poco remuneratrice, e nessuna eventuale debolezza sarà mai scagionabile della taccia di vero e proprio tradimento verso i più alti interessi nazionali.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
151Se anche, per modo di dire, con la presente guerra non si conseguisse da noi altro risultamento che quello di poter guardare a fronte levata, da pari a pari, gli altri popoli del mondo, il guadagno non solo morale, ma politico, sarebbe immenso.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
152Le generazioni venture benedirebbero sempre la generazione che l’ha sostenuta e compiuta, come noi benediciamo quelli che, coi loro sforzi, il loro martirio, il loro sangue, dettero all’Italia la libertà e l’indipendenza.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
153Né c’è in queste parole, per trite che possano suonare agli orecchi, la povertà del sentire, che si avvolge in logore frasi:
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
154a me, semplice filosofo e critico, accade molte volte, nel corso dei miei studî, di dire tra me e me, che se posso scrivere quel che penso, se posso sentirmi affiatato e affratellato con tanti spiriti liberi d’Italia, di Europa e di altre parti del mondo, lo debbo a coloro che, centodiciotto anni addietro, nella mia Napoli, si fecero impiccare, tra gli sghignazzamenti della plebaglia, sulla piazza del Mercato.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
155E, dunque, li venero e li benedico.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
156III
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
157Senonché vi è un partito politico, di varia gradazione ma che per brevità chiamerò socialista, il quale scuote le spalle beffardo, schernendo come inganni di furbi o illusioni d’ingenui, siffatti sentimenti ed entusiasmi, e si propone di risanare il genere umano, e l’Italia in capofila, delle ubbie circa l’onore e la gloria militare, e perciò apertamente o copertamente scredita o insidia la grande opera che sotto i nostri occhi si viene svolgendo.
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L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
158Ed io vorrei domandare ai socialisti colti e ragionanti (che sono più assai di quanto s’immagina, ma paiono pochi perché non abbonda in essi il coraggio di esprimere ad alta voce le conseguenze degli interiori ragionamenti) se essi credono davvero che il socialismo — posto che il suo ideale di ordinamento sociale si attui un giorno — possa far di meno della forza dello Stato, sia pure dello Stato proletario con congiunto esercito, disciplina, gerarchia, sentimento di onore, tradizioni e glorie militari, premî e pene, e tutte le altre cose necessarie.
1950, Croce, pp. 207-226
Croce, Benedetto
1950
L’Italia dal 1914 al 1918: pagine sulla guerra
159Per miracoli che si aspettino dal socialismo, non si aspetterà di certo che esso cangi la configurazione delle terre e dei mari, e i caratteri etnici e storici delle varie popolazioni, e gli interessi antitetici che ne derivano, e la cui instabile composizione sarà sempre data o dal combattere o dal reciproco tenersi in rispetto.